Una politica per il bene comune – disegno di legge di iniziativa popolare

Segnaliamo l’iniziativa delle ACLI trentine, che hanno lanciato la raccolta di firme in calce ad un disegno di legge di iniziativa popolare sul trattamento economico e previdenziale dei Consiglieri Regionali.

Le Acli, con l’adesione di tante altre associazioni e movimenti della società civile, hanno sentito il bisogno di intervenire con una proposta operativa sulla questione dei privilegi della politica al fine di riavvicinare la vita di coloro che si occupano a livello professionale della gestione del bene comune con la vita degli altri cittadini.

Maggiori dettagli sulla proposta di legge e sono reperibili sul sito delle Acli trentine a questo link

Ricordiamo che si potrà firmare fino al 31 dicembre 2015 in tutti i comuni trentini, compreso il nostro.

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Bookcrossing a Calceranica: piccole idee per grandi percorsi

Chi si trova in piazza a Calceranica può osservare, spostandosi verso la porta dell’ambulatorio, una semplice scaffalatura che contiene alcuni libri usati. Si tratta del punto bookcrossing allestito, per ora in maniera provvisoria ed artigianale, su iniziativa di alcuni consiglieri comunali.

La filosofia di questa iniziativa collaborativa e completamente gratuita è semplice e collaudata: unire la passione per la lettura alla condivisione delle risorse e dei saperi semplicemente scambiando un proprio libro con un altro tra quelli presenti nel punto allestito. Questa semplice idea, che realizza l’affascinante pensiero di abbandonare scritti per condividerne il contenuto, è stata subito fortemente apprezzata da chi ne è venuto a conoscenza, tanto che la news pubblicata sulla pagina facebook di Calceranica Viva ha raccolto migliaia di visualizzazioni e decine di condivisioni.

L’iniziativa nasce in realtà da una proposta dell’instancabile associazione “L’Ortazzo” (www.ortazzo.it) nell’ambito della settimana dell’economia solidale, che dal 16 al 22 novembre propone numerosi appuntamenti sui temi dell’economia solidale. Proprio su questo tema, segnaliamo l’interessantissima iniziativa “S-CAMBIAMO IL MONDO”, che si terrà domenica 22 Novembre, dalle 14:30 alle 18:30 presso il Palazzetto Sportivo di Caldonazzo. Un pomeriggio animato da numerosissime realtà ed associazioni, dedicato allo scambio, al baratto e a tante altre proposte di economia solidale, dove si potrà constatare come il bookcrossing sia soltanto una delle modalità di socializzazione che portano a scambi di idee ed esperienze virtuosi sia per il singolo che per le comunità.

Iniziative anche semplici come questa favoriscono situazioni socializzanti e stimolano la coscienza collettiva riguardo al valore delle cose, anche quelle che sembrano meno utili come un libro letto molti anni fa. In particolare aiutano la comunità ad essere educante, semplicemente offrendo piccole opportunità come questa o come le tante modalità di scambio e condivisione esistenti e presentate nella settimana dell’economia solidale.

Nel nostro piccolo, dato l’apprezzamento riscontrato riguardo al bookcrossing, cercheremo di formalizzare e migliorare questa proposta, magari ingrandendo e spostando in luogo chiuso ma accessibile lo scaffale dei libri, e prevedendo di allegare ai libri lasciati una scheda informativa che aiuti a raccontare il viaggio culturale che percorrono passando di lettore in lettore.

 

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Mappa di Comunità Brenta

Comunichiamo che è iniziato il percorso partecipato del progetto “LIFE T.E.N. – Sviluppo e Tutela del Brenta”, finanziato dall’Unione Europea e coordinato dalla Provincia Autonoma di Trento.

Per conoscere le date dei prossimi appuntamenti e per inviare segnalazioni visita la Mappa di Comunità del Brenta

Grazie alla Mappa di Comunità è possibile inviare segnalazioni e proposte e facilitare la partecipazione dei cittadini al percorso di definizione della azioni concrete nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento e del turismo sostenibile.

 

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Consultazione popolare del 7 Novembre: analisi del voto

Il 7 novembre 2015 rimarrà un giorno da ricordare per la comunità di Calceranica, in quanto per la prima volta i principi di democrazia partecipata sanciti dal nostro statuto sono stati attuati in forma ufficiale con lo svolgimento della consultazione popolare sulla Riforma Istituzionale dei Comuni.

La consultazione ha permesso alla nostra popolazione di esprimersi su un tema molto attuale e che tocca direttamente i cittadini, quello del percorso istituzionale ed organizzativo che porterà Calceranica a gestire in forma associata tutti i servizi con i comuni limitrofi, e potrà inoltre sfociare nella fusione con altri comuni. La possibilità di esprimersi è stata accolta con favore dai cittadini che hanno partecipato alla consultazione, ed ha permesso all’amministrazione di misurare la temperatura del paese riguardo ad un tema piuttosto delicato, che contrappone la nostra identità storica alla necessità di adeguare l’ordinamento dei comuni trentini alle esigenze di efficienza e contenimento della spesa che stanno divenendo sempre più pressanti.

Per l’amministrazione era importante misurare questa temperatura al “giorno zero” del percorso che ci attende, in modo da capire l’orientamento di partenza della popolazione ed in base ad esso orientare le azioni amministrative che dovranno essere intraprese nei mesi a venire. Ebbene, i risultati sono stati molto importanti, e da un certo punto di vista anche sorprendenti se si considera che Calceranica è un paese in cui il senso di appartenenza alla comunità è molto radicato: la popolazione si è espressa favorevolmente all’avvio di un percorso di fusione, con 194 voti pari al 56,6 %, mentre 149 persone, pari al 43,5% dei votanti, ritengono più idoneo un percorso di gestione associata dei servizi. Ulteriori interessanti indicazioni provengono dall’analisi di stratificazione del voto per fasce d’età (allegato A). Si osserva che la percentuale di votanti è maggiore per le classi di età più alte (più di 40 anni, Fig. 1) e che la preferenza per la fusione è espressa per quasi tutte le classi di età (Fig. 2): fanno eccezione in particolare i più giovani (<20 anni) e i più anziani (>71 anni), che si sono espressi in maggioranza per la gestione associata dei servizi.

L’affluenza di 349 votanti su 1104 aventi diritto (il sondaggio è stato allargato ai 16enni), pari al 31%, è un dato innanzitutto molto significativo per la sua valenza statistica. Infatti, come dimostrato dall’analisi analitica del voto che riportiamo nell’allegato B, la numerosità del campione sondato permette di attestare che la differenza misurata negli orientamenti (56,6% vs. 43,5%) ha valore statistico, per cui ci si deve attendere che la proiezione sull’intera popolazione avrebbe portato allo stesso risultato, ossia una prevalenza dell’orientamento verso la fusione. In secondo luogo, la percentuale dei votanti è anche incoraggiante in proiezione futura: rilevare il 31% di affluenza in una sondaggio consultivo (non decisionale) ci induce a ritenere che il quorum del 40% -che renderebbe valido un eventuale referendum decisivo che si terrebbe in caso di proposta di fusione- verrebbe superato piuttosto agevolmente.

Quindi, a tutti gli effetti, i risultati della consultazione sono indicativi e significativi. L’amministrazione, che si è posta con questo sondaggio in un’ottica di informazione e ascolto, ha preso consapevolezza del volere popolare che costituisce elemento per un indirizzo verso l’avviamento di un percorso di fusione. Da questo punto di vista, la nostra comunità ha dimostrato di avere piena consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo, che richiede di fare passi importanti anche se forse non desiderati. Naturalmente l’indicazione recepita oggi, alla partenza del percorso istituzionale di riforma, andrà nel tempo contestualizzata nell’ottica del percorso stesso che ci vedrà dialogare con le comunità vicine per capire quali sono le modalità e tempistiche migliori per attuare i percorsi di riforma dell’assetto dei comuni.

Concludiamo ringraziando Calceranica per aver accolto con favore questo esercizio di democrazia partecipata e per averci restituito, con l’esito del voto, un elemento di riflessione che riteniamo molto utile per gestire con più forza e consapevolezza il confronto che ci attende con le comunità vicine.

LINK: Analisi_Voto: Allegati

 

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COMUNICATO DEL GRUPPO CALCERANICA VIVA – Gruppo di Maggioranza in Consiglio Comunale

 Nella settimana a cavallo tra ottobre e novembre l’amministrazione comunale ha dovuto con rammarico prendere atto di un susseguirsi di iniziative del gruppo di minoranza: la mancata presenza ai lavori della commissione sulla Riforma Istituzionale dei Comuni, (regolarmente convocata in data 25/10/2015 e poi tenuta in data 28/10/2015), l’assenza ingiustificata al consiglio comunale del 29/10/2015, e la successiva dimissione dei consiglieri Luca Marchi e Vincenzo D’Angelo dalla suddetta commissione consiliare. Da quanto si apprende dalla lettera di dimissioni e da un comunicato apparso sul social network “Facebook” in data 5/11/2015 (nessun’altra spiegazione formale o informale è stata presentata al Sindaco o ai membri della Giunta), il motivo principale addotto a giustificazione di tali iniziative sta nelle azioni “arbitrarie ed unilaterali” poste in essere dalla Giunta comunale in merito alla Riforma istituzionale e ad altri temi di importanza storica, culturale e sociale. In merito a tutto ciò, il gruppo di maggioranza dell’amministrazione desidera specifica quanto segue.

Innanzitutto ricordiamo che la Giunta comunale legittimamente formata dal Sindaco Cristian Uez in seguito alle elezioni ha adottato e continuerà ad adottare, come suo dovere e secondo quando stabilito dai regolamenti vigenti, tutti gli atti amministrativi “che non siano espressamente attribuiti, dalle leggi regionali o dallo statuto comunale, al consiglio o ad altri organi”. La giunta comunale quindi non assume iniziative unilaterali e arbitrarie, ma si limita semplicemente a fare quello che deve: governare il comune. Questo non è un compito che spetta alla minoranza: chi è stato eletto dal popolo, tra l’altro con il 70% delle preferenze, ha non solo l’onore ma anche l’onere di governare.

Vi sono poi le commissioni consiliari, che sono state formate in numero ben maggiore di quanto stabilito dai regolamenti appositamente allo scopo di coinvolgere il gruppo di minoranza. Pur rivestendo un ruolo consultivo e non essendo (nella maggior parte) obbligatorie, le commissioni sono state convocate ogni qualvolta se ne è ravveduta la necessità, come nel caso dell’ultima convocazione della commissione sulla Riforma Istituzionale dei Comuni. Non partecipare ai lavori delle commissioni, o dimettersi da esse, comporta una mancata assunzione di responsabilità e rappresenta un’occasione persa per contribuire all’attività amministrativa.

Infine, il consiglio comunale, nel pieno rispetto delle sue competenze, esprime “la sensibilità e gli orientamenti presenti al proprio interno su temi ed avvenimenti di carattere politico, sociale, economico, culturale”. Ribadiamo con forza che questo è sempre stato fatto da parte di entrambi i gruppi consiliari: la minoranza ha espresso le proprie sensibilità rispetto a tutti i temi che sono stati portati all’ordine del giorno anche dalla minoranza stessa. L’unica volta in cui ciò non è accaduto è stato il consiglio comunale del 29 ottobre, che purtroppo ha dovuto affrontare l’importante tema della riforma istituzionale dei comuni in assenza di tutti i consiglieri di minoranza.

Nell’esprimere il nostro sincero rammarico per le azioni intraprese dal gruppo di minoranza, ribadiamo la nostra apertura al confronto: in questi primi mesi di amministrazione i due gruppi hanno dimostrato concretamente, caso probabilmente unico in regione, il valore aggiunto che il dialogo e la collaborazione possono portare ad una comunità piccola come la nostra. Ci preme però anche chiarire che l’apertura e la collaborazione devono essere intese nel rispetto dei ruoli, che sono per forza di cose diversi e debbono rimanere separati. Invitiamo dunque i consiglieri di minoranza a tornare a portare il loro contributo all’attività amministrativa, almeno e soprattutto nelle sedi formali, ed a farlo entrando nei contenuti e nel merito delle questioni, senza permettere ai giochi politici di prevalere su un’azione lucida e mirata al bene del paese.

Il gruppo di maggioranza dell’amministrazione comunale

ESITO CONSULTAZIONE POPOLARE DEL 7 NOVEMBRE 2015

Quesito proposto:

IN MERITO ALLA RIFORMA ISTITUZIONALE DEI COMUNI DI CUI ALLA L.P. 3/2006, LA QUALE PREVEDE LA GESTIONE ASSOCIATA OBBLIGATORIA DEI SERVIZI FRA I COMUNI DI CALCERANICA AL LAGO, CALDONAZZO E TENNA O LA FUSIONE TRA COMUNI, QUALE RITIENE SIA LA SOLUZIONE PIÙ IDONEA PER IL COMUNE DI CALCERANICA AL LAGO?

(Indicazione facoltativa – indichi la sua età in anni)


Risultato delle operazioni di scrutinio:

FUSIONE TRA COMUNI (PREVIO REFERENDUM POPOLARE)

GESTIONE ASSOCIATA OBBLIGATORIA DEI SERVIZI

fascia età espressa voti voti
età non indicata 45 33
16 – 18 4 7
19 – 30 17 9
31 – 40 24 14
41 – 50 29 28
51 – 60 37 16
>60 38 42
TOTALE 194 149
Totale voti complessivo: 343

Consiglio e Giunta Comunale: attribuzioni e competenze

I primi mesi di lavoro della nuova Amministrazione comunale sono trascorsi in un clima di sostanziale collaborazione tra i gruppi di maggioranza e minoranza eletti il 10 maggio scorso. Non sono tuttavia mancati elementi di disaccordo, e uno degli argomenti più volte sollevati dal gruppo di minoranza ha riguardato l’operato della Giunta comunale riguardo a due elementi: le competenze della Giunta rispetto al Consiglio comunale, e la legittimità della Giunta a definirsi “Amministrazione” o a deliberare nel nome del Comune.

Pur non essendo giuristi e non avendo la supponenza di voler insegnare la legge a nessuno, ci è sembrato doveroso documentarci approfonditamente sulla base dei testi normativi di riferimento: il Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento dei Comuni (TULROC) e lo Statuto del Comune di Calceranica al Lago. Ne è scaturita l’analisi che segue, che è finalizzata a fare chiarezza su questi argomenti, peraltro dibattuti anche nella precedente consiliatura che pure non vedeva la presenza di un gruppo di minoranza.

Innanzitutto è bene far presente che la legge regionale sull’ordinamento dei comuni e lo Statuto comunale recitano che “il Consiglio è l’organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo del Comune”, mentre la Giunta è l’organo esecutivo, che “assieme al Sindaco attua il governo del Comune”. Già da queste chiare definizioni si evince l’intenzione del legislatore di caratterizzare l’azione di indirizzo e controllo indipendentemente da quella esecutiva, tenendo in tal modo separati i ruoli di Consiglio e Giunta comunale. Questa separazione è d’altra parte indispensabile per garantire efficienza e funzionalità di organi che sono per loro stessa natura deputati a funzioni diverse, e debbono agire con modalità e tempistiche differenti.

La differenza emerge ancora più chiaramente entrando nel dettaglio dei dispositivi normativi, che sono molto precisi nello stabilire le attribuzioni del Consiglio comunale, e lasciano invece più ampio respiro alla definizione delle competenze della Giunta. L’Art. 26, comma 3, del TULROC, attribuisce specificatamente al Consiglio le deliberazioni su questi temi: Statuto, società a partecipazione pubblica, regolamenti e ordinamento di uffici e servizi; bilancio e sue variazioni, documenti programmatici, programmi di opere pubbliche, piani territoriali e urbanistici; progetti preliminari nei casi fissati dallo Statuto; disciplina del personale; forme collaborative intercomunali; organismi di decentramento e partecipazione; servizi pubblici locali; istituzioni o partecipazioni dell’ente a S.P.A. o S.R.L.; ordinamento dei tributi; discipline di indirizzo per le aziende pubbliche e enti dipendenti; spese che impegnino bilanci successivi; acquisti, appalti e concessioni non previsti a bilancio e che non rientrino nell’ordinaria Amministrazione della Giunta o dei funzionari; nomina dei rappresentanti presso enti o aziende.

Inoltre, la legge regionale prevede che il Consiglio comunale possa assumere competenze che gli vengono espressamente attribuite dallo Statuto. In accordo con questa possibilità, lo Statuto del comune di Calceranica (Art. 11 comma 3) specifica che il Consiglio delibera per il conferimento della cittadinanza onoraria, e per l’approvazione di progetti preliminari o esecutivi delle opere pubbliche di importo superiore a 500.000 Euro. Lo Statuto rimanda inoltre alle competenze attribuite espressamente dalle leggi di ordinamento superiore.

A fronte di queste attribuzioni riservate al Consiglio comunale, che ne caratterizzano il ruolo di indirizzo e controllo dichiarato in premessa, le leggi stabiliscono il ruolo esecutivo della Giunta comunale attribuendo ad essa “tutti gli atti di Amministrazione che non siano riservati al Consiglio dalle leggi, dallo Statuto o dai regolamenti” (Art. 28 comma 1 del TULROC; Art. 14 comma 2 dello Statuto comunale). Inoltre, l’Art. 34 dello Statuto stabilisce esplicitamente quali sono gli atti di natura tecnico gestionale di competenza della Giunta.

I riferimenti normativi riportati sembrano dunque evidenziare chiaramente quali sono le deliberazioni che debbono necessariamente venire adottate dal Consiglio comunale, lasciando evidentemente in capo alla Giunta (o specificamente al sindaco, le cui attribuzioni non sono trattate in questo testo) il dovere di adempiere ai rimanenti atti amministrativi.

A titolo esemplificativo si riportano due tipici casi di attribuzione e competenza deliberativa. L’approvazione dei regolamenti (per fare un esempio nel nostro Comune, i nuovi regolamenti sulla conduzione dei cani e sull’inquinamento acustico attualmente in preparazione) è materia legislativa che deve passare attraverso deliberazione del Consiglio comunale. Al contrario, l’organizzazione da parte del Comune di una manifestazione sportiva, culturale o di altro genere (per fare un esempio nel nostro Comune, l’organizzazione del concorso di poesia e della rassegna jazz ipotizzati per il 2016), non essendo espressamente attribuita al Consiglio né dalla legge né dallo Statuto, è competenza della Giunta comunale che ne approva l’indizione con apposito atto esecutivo. Naturalmente ciò non toglie che il sindaco, uno o più consiglieri o la Giunta stessa possano presentare ordini del giorno per il Consiglio comunale con i quali si chiede l’indizione di manifestazioni analoghe. Allo stesso modo è evidentemente possibile che procedimenti legittimamente adottati dalla Giunta o dal sindaco nel rispetto delle loro attribuzioni vengano messi in discussione in sede di Consiglio comunale (ad esempio con interrogazioni finalizzate a chiarirne la natura o con mozioni finalizzate a cambiarne i contenuti). Infatti, strumenti quali l’ordine del giorno, la mozione o l’interrogazione sono indispensabili per garantire l’importante ruolo di indirizzo e controllo del Consiglio, ed anche e soprattutto per far sì che il Consiglio stesso possa esprimere – nel pieno rispetto dell’Art. 11 del nostro Statuto – “la sensibilità e gli orientamenti presenti al proprio interno su temi ed avvenimenti di carattere politico, sociale, economico, culturale”.

In secondo luogo, si nota che i dispositivi normativi non fanno riferimento esplicito al secondo tema in questione, ossia la legittimità della Giunta a definirsi Amministrazione o a deliberare a nome del comune. Tuttavia, è nostra opinione che la mancanza di tale esplicito riferimento risieda nella sua ovvietà piuttosto che non in una carenza di dettaglio: nel momento in cui si stabilisce che “sono organi del Comune il Consiglio, la Giunta, il sindaco” (Art. 11 del TULROC, sostanziato dallo Statuto che prevede apposite sezioni per tali organi), o che “il sindaco e la Giunta comunale attuano il governo del Comune” (Art. 14 dello Statuto di Calceranica), risulta piuttosto evidente che qualsiasi atto di Amministrazione adottato dall’organo esecutivo di un ente avvenga in nome e per conto dello stesso ente (in questo caso, il Comune).

Il gruppo di maggioranza dell’amministrazione comunale

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