Consultazione popolare del 7 Novembre: analisi del voto

Il 7 novembre 2015 rimarrà un giorno da ricordare per la comunità di Calceranica, in quanto per la prima volta i principi di democrazia partecipata sanciti dal nostro statuto sono stati attuati in forma ufficiale con lo svolgimento della consultazione popolare sulla Riforma Istituzionale dei Comuni.

La consultazione ha permesso alla nostra popolazione di esprimersi su un tema molto attuale e che tocca direttamente i cittadini, quello del percorso istituzionale ed organizzativo che porterà Calceranica a gestire in forma associata tutti i servizi con i comuni limitrofi, e potrà inoltre sfociare nella fusione con altri comuni. La possibilità di esprimersi è stata accolta con favore dai cittadini che hanno partecipato alla consultazione, ed ha permesso all’amministrazione di misurare la temperatura del paese riguardo ad un tema piuttosto delicato, che contrappone la nostra identità storica alla necessità di adeguare l’ordinamento dei comuni trentini alle esigenze di efficienza e contenimento della spesa che stanno divenendo sempre più pressanti.

Per l’amministrazione era importante misurare questa temperatura al “giorno zero” del percorso che ci attende, in modo da capire l’orientamento di partenza della popolazione ed in base ad esso orientare le azioni amministrative che dovranno essere intraprese nei mesi a venire. Ebbene, i risultati sono stati molto importanti, e da un certo punto di vista anche sorprendenti se si considera che Calceranica è un paese in cui il senso di appartenenza alla comunità è molto radicato: la popolazione si è espressa favorevolmente all’avvio di un percorso di fusione, con 194 voti pari al 56,6 %, mentre 149 persone, pari al 43,5% dei votanti, ritengono più idoneo un percorso di gestione associata dei servizi. Ulteriori interessanti indicazioni provengono dall’analisi di stratificazione del voto per fasce d’età (allegato A). Si osserva che la percentuale di votanti è maggiore per le classi di età più alte (più di 40 anni, Fig. 1) e che la preferenza per la fusione è espressa per quasi tutte le classi di età (Fig. 2): fanno eccezione in particolare i più giovani (<20 anni) e i più anziani (>71 anni), che si sono espressi in maggioranza per la gestione associata dei servizi.

L’affluenza di 349 votanti su 1104 aventi diritto (il sondaggio è stato allargato ai 16enni), pari al 31%, è un dato innanzitutto molto significativo per la sua valenza statistica. Infatti, come dimostrato dall’analisi analitica del voto che riportiamo nell’allegato B, la numerosità del campione sondato permette di attestare che la differenza misurata negli orientamenti (56,6% vs. 43,5%) ha valore statistico, per cui ci si deve attendere che la proiezione sull’intera popolazione avrebbe portato allo stesso risultato, ossia una prevalenza dell’orientamento verso la fusione. In secondo luogo, la percentuale dei votanti è anche incoraggiante in proiezione futura: rilevare il 31% di affluenza in una sondaggio consultivo (non decisionale) ci induce a ritenere che il quorum del 40% -che renderebbe valido un eventuale referendum decisivo che si terrebbe in caso di proposta di fusione- verrebbe superato piuttosto agevolmente.

Quindi, a tutti gli effetti, i risultati della consultazione sono indicativi e significativi. L’amministrazione, che si è posta con questo sondaggio in un’ottica di informazione e ascolto, ha preso consapevolezza del volere popolare che costituisce elemento per un indirizzo verso l’avviamento di un percorso di fusione. Da questo punto di vista, la nostra comunità ha dimostrato di avere piena consapevolezza del momento storico che stiamo vivendo, che richiede di fare passi importanti anche se forse non desiderati. Naturalmente l’indicazione recepita oggi, alla partenza del percorso istituzionale di riforma, andrà nel tempo contestualizzata nell’ottica del percorso stesso che ci vedrà dialogare con le comunità vicine per capire quali sono le modalità e tempistiche migliori per attuare i percorsi di riforma dell’assetto dei comuni.

Concludiamo ringraziando Calceranica per aver accolto con favore questo esercizio di democrazia partecipata e per averci restituito, con l’esito del voto, un elemento di riflessione che riteniamo molto utile per gestire con più forza e consapevolezza il confronto che ci attende con le comunità vicine.

LINK: Analisi_Voto: Allegati

 

votare

9 pensieri su “Consultazione popolare del 7 Novembre: analisi del voto

  1. Visto che il campione dei votanti non è stato estratto in maniera precisamente casuale, ma è un campione auto-selezionatosi non ha alcun senso riferire i risultati del sondaggi all’intera popolazione.
    Perciò tutto il valore dell’argomento su esposto è personale, giudizio di preferenza di chi scrive. Sarebbe opportuno invece informare il restante quasi 70% della popolazione sul significato della questione.
    😊

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  2. La complessa elaborazione statistica non ha senso per il semplice fatto che il campione è non rappresentativo perché firmato da un gruppo auto selezionatosi. I risultati non sono assolutamente estensibili. Dunque tutt’e le conclusioni basate su di esso sono impressionismo personale dell’autore. Che fra resto mi meraviglio… 😳. Ad ogni modo, più democratico sarebbe informare tutti. Semplicemente questo.

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  3. Complimenti per l’articolo,l’elaborazione statistica è corretta. Complimenti anche per l’informazione alla popolazione che è stata completa ed esaustiva , chi voleva intendere poteva intendere…

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  4. Caro/a “chiaeli”,
    io non possiedo le certezze che tu dimostri pur scegliendo l’anonimato, e ammetto tranquillamente di non essere uno statistico professionista. Ma mi piace documentarmi nel basare le analisi, anche nuove, che conduco, e quindi mi fa piacere riportare le considerazioni che hanno portato all’analisi statistica effettuata e che mi portano a ritenere che tale analisi non sia esattamente “insensata” o frutto di “impressionismo personale”.

    Il test d’ipotesi su una proporzione è stato proposto quando ci siamo chiesti quanto quel 56% fosse indicativo di una reale prevalenza dell’opzione più votata. Questo test si basa su alcune assunzioni, la più importante delle quali non è, come dici tu, che il campionamento sia “precisamente casuale”, ma bensì che il campionamento porti ad un campione che sia rappresentativo della popolazione che si vuole studiare. Non è detto che un campione autoselezionato non sia rappresentativo della popolazione che si vuole studiare. In questo caso specifico anzi, poiché la popolazione che si vuole studiare è il corpo elettorale che si presenterebbe ad un referendum decisionale sulle fusioni, selezionare tale popolazione sulla base di un invito a ad esprimersi sugli stessi temi è intuitivamente il metodo migliore per effettuare il campionamento. Viceversa un campionamento completamente randomizzato, pur se attuato nella prassi, in questo caso avrebbe probabilmente indotto un bias maggiore perché avrebbe per forza di cose incluso numerose persone che solitamente non esercitano il diritto di voto.

    Detto del metodo di campionamento, ricordo che nell’analisi effettuata (allegato B) abbiamo specificato che la stessa è valida nell’ipotesi che il campione sia rappresentativo della popolazione in esame (ossia appunto il corpo elettorale), e che ciò è stato verificato sulla base degli elementi raccolti (ad esempio, età e sesso dei votanti). Aggiungo che non abbiamo individuato fattori di distorsione che possano aver introdotto un bias verso una delle due opzioni proposte, e questa è naturalmente la cosa più importante. Un possibile fattore avrebbe potuto essere la probabile astensione dal voto di un certo numero di elettori simpatizzanti del gruppo consiliare di minoranza, dovuta al fatto che tale gruppo ha manifestato palesemente la sua contrarietà a questa consultazione; tuttavia non abbiamo ritenuto che ciò abbia introdotto bias consistenti poiché non vi è motivo per cui questa fascia di elettori eventualmente assenti debba avere un’opinione prevalente verso una delle due opzioni proposte.

    Per cui, pur se i dati riguardano quel campione particolare, ribadisco che è possibile dire che essi indicano delle linee comuni a tutta la popolazione elettoralmente attiva. E la decisione di partecipare al sondaggio non segnala un orientamento che sbilancia la proiezione, ma semmai un interesse più motivato nei confronti del tema in esame.

    Luca Faes

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  5. Grazie Luca per la cortese risposta. Rettifico il fatto riguardante l’informazione alla popolazione, perché mi hanno riferito che una serata è stata fatta (che è la cosa più importante, probabilmente). Riguardo all’estensione dei risultati – ovviamente è quasi insignificante ‘polemizzare’ su una popolazione totale di poco superiore al migliaio, però – io che non ho certezze -, a rigore dico che non è possibile estendere il risultato. L’auto selezione del campione e l’esiguità dello scarto fra le due opzioni non può consentire di prevedere quale opzione sia la prevalente. Cumunque democrazia è partecipazione e discussione nonché convincimento e persuasione. Non disponendo ora di molto tempo mi devo limitare solo a quanto sopra. Dunque, complessivamente dico: bene!

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  6. Grazie a te per la replica,
    di certo lo scarto è basso, ma l’alta numerosità del campione (un terzo della popolazione e circa la metà del corpo elettorale) permette un’inferenza precisa, sempre nell’assunzione che il campione sia rappresentativo 🙂
    In ogni caso concordo pienamente: democrazia è partecipazione e discussione, e preciso che con l’analisi statistica abbiamo voluto supportare l’interpretazione dei risultati ma di certo non avvalorare un risultato rispetto ad un altro: se non avessimo avuto una sincera intenzione di valutare l’orientamento della popolazione, non avremmo speso energie (due serate, articolo sul notiziario, presenza in piazza, lettera a domicilio ai censiti, ecc) per indire una consultazione non obbligata. E se il risultato fosse stato, per dire, un 52% anziché un 56%, la stessa analisi avrebbe suggerito assenza di significatività statistica e quindi di prevalenza di una delle due opzioni, senza ovviamente inficiare il valore della consultazione; semplicemente avrebbe fornito un indicazione diversa (se posso dire, forse anche più semplice da gestire per l’amministrazione).

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