Calceranica e i suoi cittadini: l’esperienza di Sylvie al campo di accoglienza

di Silvia Martinelli

Esistono molte associazioni si occupano di dare assistenza alle persone che ne hanno bisogno in vari modi, e anche qui a Calceranica abbiamo qualcuno che ci tiene a fare la sua parte. In questo periodo in particolare i nostri occhi sono pieni di immagini di popoli in fuga dalla loro terra,  i nostri cuori sono scossi da emozioni contrastanti nei loro confronti, a metà fra la preoccupazione e l’empatia. Così ho pensato di approfittare di una nostra giovane compaesana, che fa volontariato nel campo di accoglienza di Trento, per sapere in che modo il nostro territorio è attivo sul fronte migranti.

Sylvie è nata qui a Calceranica, studia all’Università di Trento e da sempre ha la volontà di spendersi nel sociale. É molto interessata alla questione migranti, tanto che ha deciso di incentrare la sua tesi su questo tema. Dopo aver frequentato il corso base per volontari della Croce Rossa, ha deciso di dedicare il proprio lavoro di volontariato presso il Campo a Marco di Rovereto, che ora si è spostato all’ex Caserma Damiano Chiesa in via al Desert di Trento. Al Campo di Marco sono rimasti solo alcuni giovani migranti che risiedono nelle casette prefabbricate, ma ho comunque voluto chiederle di questa sua prima esperienza.

Che lavoro svolgi all’interno del centro di accoglienza e quali sono le emergenze da affrontare?

IMG-20150922-WA0006Noi come volontari ci occupiamo delle prime 48 ore di emergenza, quando cioè arrivano i pullman dalla Sicilia: io vengo avvisata dal mio referente della Protezione Civile quando un pullman è in partenza dalla Sicilia. Sappiamo che in circa dieci ore arriva in Trentino e sappiamo alcune informazioni di base su quante persone ci sono, quanti maschi, femmine o bambini. Quando arrivano dobbiamo comunque fare un censimento e cercare di capire se hanno delle esigenze particolari. Per esempio alcuni vengono diretti a Bolzano, ma la divisione è fatta in modo per lo più casuale e quindi molte famiglie si trovano ad essere divise: chi resta a Marco vuole sapere se la sua famiglia sta bene e avvisarli che lo sono anche loro. Dopo il censimento si cerca di capire se hanno problemi di salute e si assegna loro un posto letto nelle tende o nelle casette. Dopo questi primi passaggi si distribuiscono dei vestiti attingendo ad un magazzino gestito dalla Croce Rossa (una t-shirt e un paio di pantaloni, raramente abbiamo scarpe a disposizione). La prima cosa che vogliono fare le persone che arrivano al Campo, ancor prima di mangiare, è cercare di chiamare la propria famiglia, sapere che i loro punti di riferimento ci sono ancora e va tutto bene, vogliono poterli rincuorare e informarli sul loro viaggio. A questo scopo “Cinformi” fornisce dei telefoni con una schedina per poter chiamare: io allora come volontaria cerco di aiutarli componendo il numero e facendo per loro i passaggi iniziali della chiamata. Alle volte è necessario un interprete perchè sono analfabeti o portano con sé un biglietto quasi illeggibile consunto dal viaggio con scritti i numeri da chiamare. Interagire con noi volontari è molto importante per loro, dopo un così lungo viaggio sono felici di vedere delle persone che li aiutano e cercano di dialogare, anche se spesso non parlano la nostra lingua, cercano di farsi capire. All’interno del campo possono comunque fare dei corsi di italiano; in generale le persone che arrivano al campo e che non decidono di andarsene cercano di fare qualcosa, di mantenersi attivi: ce n’è uno per esempio che sembra uno di quei corridori africani che si vedono in tv, corre avanti e indietro da Besenello ogni giorno e ormai lo conoscono tutti. C’è una ditta esterna che fornisce i pasti, ma i migranti aiutano spesso nella distribuzione, cercano di rendersi utili.

Secondo la tua esperienza a diretto contatto con i migranti, cosa si aspettano le persone che arrivano in Italia e che vengono mandate al campo di Marco, che speranze hanno per il futuro?

É difficile dirlo: alcuni vogliono subito andare verso il nord Europa e non gli importa di stare qui, altri invece venerano quasi l’Italia. C’era un ragazzo che durante la distribuzione dei vestiti voleva a tutti i costi una maglietta con la scritta “Italia”. Molti però non vedono possibilità per loro stando al Campo di Marco, vorrebbero andare in qualche grande città come Roma o Milano, dove trovare un lavoro e potersi integrare. Si sentono esclusi a stare nel Campo anche perchè spesso chi ci abita intorno li guarda con sospetto, anche se altri invece si dimostrano molto disponibili: alcuni paesani hanno portato al Campo delle biciclette per permettere ai migranti di spostarsi più comodamente in zona. Chi arriva da noi non vuole restare isolato come un rifiuto della società… vogliono interagire e integrarsi per avere una vita normale. Cinformi e Croce Rossa si occupano generalmente di monitorarli, seguirli nelle visite mediche e trovare loro delle sistemazioni per permettergli di farlo.

Tutte le “chiacchiere” che si fanno sui giornali influenzano il tuo lavoro al campo? Ti senti di partecipare ai dibattiti che vengono trasmessi dai media o cerchi di restarne fuori per fare il tuo lavoro al meglio?

Personalmente leggo, mi informo e dal momento che vado lì voglio sapere come stanno le cose. Devo restare aggiornata per cercare di far cambiare idea alle persone su alcune cose. Se assisto a manifestazioni di razzismo ho sempre la speranza di poter far aprire gli occhi a quelle persone, non penso sia uno spreco di energia, come dice qualcuno, continuare a provare a far vedere come stanno realmente le cose. Fare volontariato al campo mi permette di avere una visione più completa della questione che riguarda i migranti e mi dà una marcia in più per perorare la mia causa. Lì ci sono persone che stanno male veramente, hanno vissuto la morte di chi stava loro accanto e vivono nella costante preoccupazione che possa succedere anche ai loro familiari, se non è già successo… Tutti noi se affrontassimo una sofferenza del genere vorremmo cercare un futuro migliore da qualche altra parte, ma molta gente non lo capisce: “Nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra”.

Che cosa ti spinge a tornare a fare volontariato al Campo? In che modo ti arricchisce?

IMG-20150922-WA0005-1É una cosa irrazionale, è un desiderio che viene da dentro… è difficile da spiegare a parole. So che ogni volta che vado al Campo mi si riempie il cuore e quando torno a casa sto bene: è il pensiero di aiutare delle persone che sono disperate, che non hanno praticamente niente, guardare i loro occhi mentre mi ringraziano per ogni minima cosa: un ragazzo una volta mi ha dedicato una canzone per ringraziarmi… sono persone come tutti.

La condivisione di questa breve conversazione non vuole sostituirsi all’informazione che viene da fonti più autorevoli di noi, né ha l’ambizione di chiarire le idee in merito a una questione così delicata, ma solo di rendere partecipi di un punto di vista interno ad essa, di cui prima non si era a conoscenza.

Ringraziando Sylvie e augurandole di proseguire al meglio con il suo lavoro di volontariato, rinnoviamo l’invito a tutti gli abitanti di Calceranica di condividere con noi qualche loro particolare esperienza.

 

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Calceranica in movimento

di Luca Faes

La prima settimana di primavera è stata salutata dagli amanti dello sport con alcune iniziative molto interessanti organizzate da associazioni sportive che, pur non avendo sede a Calceranica, hanno scelto il nostro paese per rimettere in movimento i propri simpatizzanti con l’inizio della bella stagione.

L’Associazione Senza Freni, molto attiva sull’altopiano della Vigolana, ha dato il via alla propria Festa di Primavera del 21 marzo con un’escursione in notturna che è partita dalla Piazza di Calceranica e, seguendo percorsi diversi per i partecipanti ciclisti e corridori, si è conclusa a Pian dei Pradi con una bella cena che ha coinvolto più di 50 persone tra atleti e simpatizzanti.

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Dal canto suo l’Associazione Judo Caldonazzo ha organizzato, per la seconda volta presso la palestra di Calceranica, lo “Stage di Pasqua”, una tre giorni di allenamenti durante la quale circa 150 atleti di tutte le età e provenienti da tutta Italia si sono esibiti nella pratica di uno sport completo, che allena il corpo e la mente permettendo di fare molto movimento ma anche di porre profonda attenzione nell’esecuzione degli esercizi.

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L’Amministrazione comunale vede con estremo favore iniziative come queste, che costituiscono un’eccellente modo di creare aggregazione, animare il nostro paese sia nelle strutture sportive che nello splendido ambiente naturale che ci circonda, nonché favorire la pratica e suscitare interesse per discipline sportive forse poco conosciute, ma di sicuro appeal ed interesse. A questo proposito, stiamo lavorando all’organizzazione, nell’ultimo weekend di luglio, di una “giornata dello sport” dedicata a promuovere le più svariate discipline sportive, partendo dallo spirito delle nostre associazioni sportive (FC Calceranica, Valsugana Lakes, Dragon Boat ed altre) e coinvolgendo associazioni che praticano altre discipline (ad esempio ciclismo, trail running, pallavolo, tennis, arti marziali; canoa, subacquea, windsurf). L’idea è quella di far provare, soprattutto ai più giovani, diversi modi di fare sport e stare in gruppo, facendo sì che Calceranica, con il suo lago e la sua piazza, diventi per un weekend il centro della pratica e promozione sportiva dell’estate in Valsugana.

Risparmio energetico negli edifici comunali

di Alessandro Ferrari

Una parte dell’avanzo di amministrazione dello scorso anno è stata impegnata per interventi di miglioramento energetico presso la Scuola elementare ed il municipio: in questi edifici, i corpi riscaldanti sono stati recentemente dotati di testine termostatiche e si è provveduto alla sostituzione di alcuni dispendiosi termoconvettori con radiatori funzionanti a bassa temperatura.

Le due soluzioni citate consentiranno di avere dei buoni risparmi sulla bolletta del metano, la quale nel complesso pesa per circa 30.000 Euro all’anno sulle casse comunali.

Le testine termostatiche, infatti, agiscono su ogni singolo radiatore e lo spengono quando la temperatura dell’aria vicino al calorifero raggiunge i gradi voluti. Senza di esse il termosifone sarebbe più sprecone, perché continuerebbe a scaldare anche se la temperatura del locale è già soddisfacente. La rimozione dei ventilconvettori, invece, permette di esercire l’impianto ad un valore di temperatura più bassa, sfruttando la condensazione del metano e quindi valorizzando al meglio l’energia contenuta nel combustibile.

ComuneCalce

La parte rimanente dell’avanzo di amministrazione è stata destinata invece ad interventi di manutenzione del manto stradale, per integrare il costo di realizzazione del nuovo collegamento dell’acquedotto e per il fondo strategico territoriale della Comunità Alta Valsugana e Bernstol, un fondo partecipato dai Comuni attraverso il trasferimento di proprie risorse per finanziare opere pubbliche di carattere sovra-comunale.

L’estate inizia con la Notte Blu

di Gianni Ciola

Quando : Sabato undici giugno

Cos’è: Notte Blu è una manifestazione legata alla bandiera blu del nostro lago, sarà un evento organizzato da tutti i comuni rivieraschi:  Pergine, Calceranica , Caldonazzo , Tenna. La manifestazione si svolgerà durante tutto il giorno, dalla mattina alla notte, svariati saranno gli appuntamenti: giochi per bambini, momenti per le famiglie, attività sportive , vetrina alimentare piccoli eventi musicali; queste sono solo alcune delle proposte che questa giornata offrirà. Grande sarà la collaborazione con le attività economiche lacustri, che presenteranno menu a tema, coktail speciali, tutto all’ insegna del colore blu.

Dove: Lungo tutto il littorale lacustre da S. Cristoforo a Tenna passando per il lungolago Calceranica-Caldonazzo, verranno coinvolte le spiagge, i parchi non tralasciando la pista ciclabile.

Cos’è Bandiera Blu: La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale, istituito nel 1987 – Anno europeo dell’Ambiente, che viene assegnato ogni anno in 49 paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui la FEE ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale e riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale per l’educazione ambientale e l’educazione allo sviluppo sostenibile.

Bandiera Blu è un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.

Obiettivo principale di questo programma è quello di indirizzare la politica di gestione locale di numerose località rivierasche, verso un processo di sostenibilità ambientale.

BluCaldonazzo

Contributo provinciale per l’installazione di impianti di allarme e di videosorveglianza

di Mattia Ferrari

L’art. 54 – comma 3 – della Legge Provinciale 22.04.2014, n°1, ha previsto, per tutto l’anno 2016, l’interessante possibilità di contributo a fondo perduto per coloro che intendano installare impianti di allarme e di videosorveglianza nella prima casa di abitazione. I contributi sono concessi ed erogati dalle comunità in cui sono collocati gli immobili oggetto d’intervento, nel nostro caso specifico la Comunità Alta Valsugana e Bersntol. I contributi verranno erogati sulla base di una graduatoria.

L’importo massimo di spesa ammessa a contributo è pari a € 4.000,00 I.V.A. inclusa, la percentuale di contributo è pari al 40% di detto importo. E’ definita “prima casa di abitazione” quella destinata a residenza del nucleo familiare del soggetto richiedente il contributo.

Le domande dovranno essere presentate dall’8 marzo 2016 all’8 aprile 2016, presso la sede della Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol.

In seguito verranno stilate le graduatorie per le quali il termine è fissato al 7 giugno 2016.

Per ulteriori informazioni in merito:

Servizio Edilizia – Comunità Alta Valsugana e Bersntol

P.zza Gavazzi, 4 – 38057 PERGINE VALSUGANA

tel: 0461/519550

fax: 0461/531620 mail: servizio.edilizia@comunita.altavalsugana.tn.it

In allegato il modulo per la presentazione della domanda:

ALLEGATO_B_MOD_approvato_domanda_impianti_allarm_videosorveglianza.1456829359

 

videosorveglianza

Due nuovi defibrillatori per Calceranica

di Nicola Egenter

Come previsto dal decreto Balduzzi dell’aprile 2013, entro luglio di quest’anno tutte le società sportive, anche dilettantistiche, dovranno obbligatoriamente dotarsi di un Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE) e disporre di personale adeguatamente formato al loro interno.

Il ruolo determinante di un Defibrillatore Semiautomatico all’interno di un centro sportivo, nel caso una persona sia colpita da arresto cardiaco è ormai riconosciuto da tutti. È infatti stato ampiamente dimostrato come in caso di arresto cardiaco improvviso l’intervento di primo soccorso, tempestivo e adeguato, contribuisca in modo significativo a salvare fino al 30 per cento in più delle persone colpite. Oltre all’applicazione delle compressioni toraciche esterne l’utilizzo di un Defibrillatore Semiautomatico Esterno consente, anche al soccorritore occasionale specificatamente formato di erogare la scarica elettrica. L’intervento di soccorso del 118, allertato e arrivato sul posto, completerà poi la “Catena della Sopravvivenza”.

Proprio per questo motivo, nelle prossime settimane verranno attrezzate con queste apparecchiature le due strutture sportive principali presenti sul nostro territorio: campo sportivo e palestra comunale.

La messa a disposizione da parte del Comune di questi Defibrillatori Semiautomatici Esterni è possibile grazie al contributo della Comunità Alta Valsugana e Bersntol, che in seguito al censimento di tutti gli impianti sportivi presenti sul territorio, ha poi provveduto all’acquisto e alla distribuzione degli apparecchi ad ogni comune.

Oltre che presso gli impianti sportivi l’Amministrazione ritiene sia importante una copertura più vasta di questi apparecchi sul territorio comunale; ed è proprio per questa ragione che il Comune di Calceranica si sta già attivando per l’acquisto di un’ulteriore apparecchiatura da destinare alla zona di Piazza Municipio, più presumibilmente in prossimità degli ambulatori.

sanità

Gestioni associate: un percorso in pieno sviluppo

di Cristian Uez e Cinzia Tartarotti.

Con la delibera n°1952 del 9 novembre 2015 della Giunta Provinciale, sono stati formalizzati gli ambiti territoriali, le modalità di svolgimento delle gestioni associate e relativi obiettivi di riduzione della spesa.

Il nostro ambito, come è ormai noto, comprende i comuni di Calceranica al Lago, Caldonazzo e Tenna.

Già dai primi giorni di dicembre sono partiti i primi incontri interlocutori fra i Sindaci e Segretari Comunali; al primo di questi appuntamenti ha partecipato anche il Dirigente del Servizio Autonomie Locali della Provincia, Dott. Giovanni Gardelli.

Il tavolo di lavoro, che vede impegnati in primis i Segretari, sta elaborando il progetto di riorganizzazione intercomunale dei servizi, che dovrà essere redatto entro il 30 giugno di quest’anno. Dal 1° agosto dovrà essere dato avvio alla gestione associata dei primi due servizi: per il nostro ambito la scelta fatta è stata quella della segreteria generale (servizio obbligatorio) e il servizio tributi ed entrate patrimoniali.

In questo percorso di riorganizzazione ha già avuto luogo una serata informativa rivolta ai dipendenti e Consigli Comunali dei tre territori d’ambito, in quell’occasione ha partecipato il dott. Gardelli il quale ha presentato la riforma, portando approfondimenti normativi ed organizzati relativi al nuovo assetto.

Il disegno istituzionale è volto al conseguimento degli obbiettivi di economicità, efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa, anche attraverso la valorizzazione della professionalità del personale, garantendo al cittadino una distribuzione ottimale dei servizi sul territorio.

Le gestioni associate non sono in realtà una novità assoluta, ma tutti i giorni, forse incosapevolmente, ci confrontiamo con tale modello; ad esempio nella nostra comunità già esistono delle esperienze consolidate, quali la biblioteca, l’asilo nido, “Spiagge Sicure” , il Corpo di Polizia Locale, i custodi forestali, ecc.; tutti servizi associati di carattere intercomunale.

Consapevoli della complessiatà del processo, siamo anche fiduciosi nell’evoluzione virtuosa dello stesso, convinti che porterà benefici e possibilità nel quotidiano di tutti i cittadini.

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