25 Novembre – Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre si celebrerà la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, giornata scelta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Segnaliamo l’appuntamento promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Tenna in collaborazione con l’Associazione Sportiva Spartans Evolution KB Trento per la serata di giovedì 24 novembre2016 alle ore 20:30 presso la Sala Consiliare del Comune di TENNA.  L’incontro informativo, aperto solo al pubblico femminile, sarà un momento di riflessione sul fenomeno della violenza contro le donne con la possibilità di confrontarsi con esperti nel settore della difesa personale. Grazie all’intervento di due istruttori federali certificati Fight1 e WTKA ci sarà la possibilità per le partecipanti di provare alcune delle tecniche presentate.

Se volete unirvi, si parte alle 20:10 dalla Piazza di Calceranica al Lago.

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Bando del Piano Giovani di Zona Laghi Valsugana – “Io con gli altri per uno scopo comune”

Scadrà il 5 dicembre 2016 il bando per la presentazione di idee progettuali da inserire nel PIANO GIOVANI ANNO 2017.

“Io con gli altri per uno scopo comune”, il titolo individuato dal Tavolo di Zona, i cui ambiti di attività  riguardano tutte quelle azioni che permettono di valorizzare conoscenze ed esperienze da parte dei giovani riguardo alla partecipazione alla vita della comunità locale e la presa di coscienza da parte delle comunità locali dell’esigenza di valorizzare le potenzialità che il mondo giovanile esprime.

Oltre che il Tavolo ed i comuni, potranno presentare idee progettuali soggetti operanti sul territorio dei quattro comuni, quali associazioni, enti ed organizzazioni senza fini di lucro; gruppi informali di giovani e/o adulti.

Le idee progettuali devono contenere:
• il contesto ben definito (ambiente di riferimento);
• gli obiettivi e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi stessi;
• le previsioni di entrata e di spesa.

Le attività proponibili potranno avere come destinatari sia i giovani (preadolescenti, adolescenti e giovani nell’età tra gli 11-29 anni), che gli adulti che con i giovani si rapportano ed interagiscono.

Per approfondire: http://laghivalsugana.blogspot.it/2016/10/piano-giovani-laghi-valsugana-2017.html

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FESTIVAL DELLA FAMIGLIA 2016

In arrivo la quinta edizione del Festival della Famiglia “Denatalità, giovani e famiglia. Le politiche di transizione all’età adulta” promosso dall’Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della nostra provincia, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia. Il percorso vedrà al centro delle varie tappe gli universi intorno a Giovani, Istituzioni e Famiglie.

In particolare:

  • Giovedì 1 dicembre 2016 – ore 9.00 presso Auditorium Santa Chiara: “A modo nostro. Nuove generazioni, altre generatività”
  • Venerdì 2 dicembre 2016 – ore 14.00 presso sala Depero, palazzo della Provincia di Trento: “Istituzioni generative? Progettare scenari futuri con i giovani”
  • Sabato 3 dicembre 2016 – ore 9.00 presso sala conferenze del MUSE: “Famiglie in transizione. Verso l’autonomia sociale”  

Per approfondire: http://www.trentinofamiglia.it/Attualita/Archivio-2016/Novembre/Festival-della-famiglia-il-programma

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Beni Comuni, primi passi ..

Grande successo di pubblico presso la sala consiliare di Tenna martedì 25 ottobre.

Le Amministrazioni dei tre Comuni associati (Caldonazzo, Tenna, Calceranica al Lago) hanno promosso un incontro sul tema dei beni comuni, offrendo la possibilità di conoscere questa grande tematica emergente.

Ad inaugurare la serata la Vice Sindaco di Tenna Loredana Camin che portando i saluti istituzionali dei tre Comuni ha presentato i relatori ed introdotto l’argomento, come paradigma fortemente culturale che guarda a forme di cogestione del bene pubblico. I cittadini sono portatori di esperienze e competenze preziose potenzialmente funzionali nella cura del bene comune e nella maggior fruizione dello stesso. Intorno a ciò si possono creare legami in una prospettiva di educazione civica. L’amministrazione ha un ruolo propulsivo in tale ottica e senz’altro una precisa responsabilità rispetto alla tutela e completa attuazione della cosiddetta sussidiarietà orizzontale così come contemplata dall’art. 118 della nostra Costituzione.

La moderatrice Francesca Caprini, presidente dell’associazione Yaku (acqua nella lingua di uno dei popoli più antichi dell’America Latina, i Quechua) ha aperto la sessione raccontando, tra le altre, la battaglia intorno alla difesa dell’acqua come difesa della natura, della giustizia, del diritto alla vita. I valori espressi dalla “Guerra dell’Acqua” di Cochabamba, che nel 2000 ha permesso al popolo boliviano di affermare il suo diritto all’accesso all’acqua, ha ispirato l’attivazione del movimento in tante altre parti (dall’America Latina all’Europa), ponendo al centro del mondo politico la questione dei beni comuni. La battaglia dell’acqua ci racconta cosa succede quando i cittadini si relazionano. Riprendendo la definizione di Rodotà, i beni comuni non coincidono né con la proprietà privata, né con la proprietà dello Stato, ma esprimono dei diritti inalienabili dei cittadini. Si tratta di beni nel pieno godimento di tutti che implicano condivisione e partecipazione attiva. Attorno a questi beni si possono attivare dei meccanismi di riappropriazione degli spazi di democrazia e della capacità di azione da parte della comunità, al centro, in questa costruzione. In questo senso si spiega lo slogan Si scrive acqua si legge democrazia. In tempo di crisi si propone di rimettere i beni comuni sul mercato ma vi sono soluzioni sicuramente alternative, dall’economia solidale, alla riconversione ecologica, alla pianificazione condivisa dei processi, al radicamento nei territori.

Il professor Fulvio Cortese, ordinario di diritto amministrativo presso l’Università di Trento, sottoponeva all’attenzione dei presenti la questione della modalità di gestione e riprendendo la presentazione di Francesca Caprini, evidenziava la definizione formale dei beni comuni in termini di titolarità pubblica. Lo Stato è il soggetto maggiormente in grado di garantire tali beni nella loro funzione demaniale, intesa come accessibilità a tutti gli uomini (non solo ai cittadini). Nel tempo della crisi questo proprietario pubblico fatica anche solo a controllare le sue proprietà e diventa necessaria una rete sempre più complessa ed onerosa in termini gestionali, di qui l’ottimizzazione e quindi l’intervento del privato in grado di investire. La gestione da parte del privato rende però di fatto privato quel bene che deve rimanere pubblico con fruizione pubblica. Proprio nel solco di queste difficoltà gestionali si possono mettere in moto meccanismi di fare comune su questioni che la comunità percepisce e riconosce di volta in volta come attinenti al bene comune e rispetto alle quali sente la necessità di adoperarsi, secondo un processo generativo di democratizzazione. Nel 2001 la Costituzione sancisce il messaggio forte della sussidiarietà orizzontale con l’art 118, riconoscendo l’‟autonoma iniziativa dei cittadini”. Il cittadino è quindi legittimato a proporsi come esecutore della funzione di governo e l’ente è tenuto a supportare tali processi. I cittadini sono portatori di competenze diffuse e memoria storica che l’amministrazione non sempre riesce ad intercettare. Riscoprire tali risorse permette all’amministrazione di condividere il problema ed intraprendere una buona istruttoria. A differenza dell’individuo, l’amministrazione non può muoversi liberamente se non nel giuridicamente previsto. Le regole dei comuni sono espresse nei regolamenti, che diventano quindi strumento per la realizzazione di interventi di cura, tutela e gestione condivisa dei beni urbani. Il regolamento sui beni comuni diventa un nuovo strumento nel rapporto tra cittadini ed ente pubblico, riconoscendo iniziative peraltro già diffuse (fin dagli anni ‘90) di gestione condivisa. Citando un’espressione di Gregorio Arena, il prof. Cortese sosteneva che il regolamento permette alle comunità di mettere in gioco quello che la principessa fa al rospo. La comunità bacia il rospo di turno per farlo diventare un principe. La comunità ha quindi una grande possibilità nella propria iniziativa, d’altra parte al comune rimane la responsabilità. La cooperazione nell’amministrazione condivisa dei beni va quindi regolata con il cosiddetto Patto di collaborazione. Una questione ricorrente è peraltro ascrivibile al rischio, alla responsabilità, all’assicurazione… Problematiche queste che, di fatto, non si pongono invece specificatamente nella gestione dell’emergenza (per esempio in caso di alluvioni o eventi di questo tipo ove tutti possono aiutare), ove il rischio è accettato (aldilà della posizione dei singoli, per esempio degli stranieri anche irregolari).

Tra le questioni aperte, la dimensione degli interessi può rappresentare un problema, in particolare nell’individuazione dell’interesse di riferimento della comunità. Il soggetto pubblico ha la responsabilità di trovare la dimensione giusta del percorso di condivisione, tenendo sempre presente la tutela dei diritti di chi non partecipa. Ancora, come si tutela il bene comune? Nel caso ligure citato, sono stati accolti i profili di rilevanza del principio di sussidiarietà orizzontale anche in ordine alla legittimazione processuale amministrativa dei singoli cittadini, secondo un determinato valore dell’interesse collettivo.

Tra gli altri, il messaggio positivo sta nel fatto che la partecipazione è contagiosa.

È quindi intervenuta l’Assessora del Comune di Trento Chiara Maule che ha portato l’esperienza del capoluogo, dotatosi già nel 2015 del Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, stilato nell’ambito di un ampio percorso di confronto con le 12 circoscrizioni cittadine e quindi con le Commissioni. Trento non è partita con una proposta precisa ma ha portato avanti un confronto sulle difficoltà intorno agli spazi e luoghi meno curati e più degradati del territorio, nella percezione di una più generale disponibilità della comunità a fare. Si tratta di una grande possibilità anche per gli amministratori, oltre alla delega, oltre al non si può. Il regolamento permette di attivare percorsi un po’ diversi per allentare i paletti burocratici, tipici degli iter amministrativi. Lo sforzo degli amministratori permette di vedere il cittadino che si propone come risorsa aggiuntiva. D’altra parte il cittadino può comprendere come l’iter arriva al più sintetico si o no in ordine ad eventuali segnalazioni. C’è un movimento da entrambi le parti verso il bene comune e nell’ambizione di qualcosa di più alto.

Il Comune di Trento ha avviato quindi diverse azioni nell’ambito dell’amministrazione condivisa:

  • Adotta un’aiuola
  • Rigenerazione spazi urbani,
  • Al mio quartiere ci penso anch’io
  • Alla mia scuola ci penso anch’io
  • Ritocchi urbani
  • ..

Nello specifico la questione dei patti di collaborazione, permette di strutturare chi fa che cosa. Nel raccontare le diverse esperienze concrete in essere nel comune di Trento l’Assessora Maule evidenziava il valore e l’impegno di tali percorsi. Ci vuole tempo, ma si tratta di processi virtuosi.

Per approfondire la tematica segnaliamo il sito di Labsus http://www.labsus.org/

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TAGESMUTTER – NIDO FAMILIARE, UNA NUOVA OPPORTUNITÀ PER LE FAMIGLIE DEL PAESE

L’ITER

Anche il Comune di Calceranica al Lago può finalmente erogare il contributo alle famiglie che lo richiedono,   a sostegno della spesa per il servizio di Tagesmutter. L’iter per avviare tale servizio si era reso complicato dalla riforma istituzionale del 2006 che vede nella Comunità di Valle l’Ente di riferimento territoriale.  Mentre la maggior parte dei Comuni poteva continuare ad erogare tale servizio, in quanto avviato prima della riforma, la Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol avrebbe dovuto erogare tale servizio per il solo nostro Comune. Per superare questo “impasse” il Comune è giunto alla convenzione con la Comunità Alta Valsugana Bersntol sottoscritta in data 12.09.2016, la quale, grazie ad un atto di delega previsto nella stessa convenzione, ha consentito a questo Comune di approvare gli atti conseguenti, al fine dell’attivazione del servizio, riconoscendo piena autonomia gestionale.

La Commissione Regolamenti di Calceranica al lago ha quindi predisposto il regolamento approvato nel Consiglio Comunale del 16 settembre 2016.

In data 18.10.2016 è stata approvata la convenzione con la Cooperativa Il Sorriso la quale eroga i servizi di Nido Familiare – Tagesmutter  sul territorio provinciale, sottoscritta in data  28.10.2016.

 CHE COS’E’ ?

In sostanza, il sussidio è un contributo erogato alle famiglie residenti nel territorio del Comune i cui bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 3 anni fruiscono del servizio sull’intero territorio provinciale, e che, alternativamente, hanno presentato domanda di iscrizione al servizio di nido d’infanzia almeno ad uno dei Comuni in convenzione con questo Comune o non possono presentare domanda perché i termini per la presentazione sono scaduti oppure non sono ancora aperti. Inoltre le famiglie possono avere titolo al contributo qualora dimostrino l’assoluta incompatibilità fra gli orari del servizio di nido d’infanzia e le esigenze familiari, con particolare riguardo agli orari di lavoro di entrambi i genitori. L’accesso è infine contemplato rispetto ai bambini frequentanti il servizio pubblico locale di nido d’infanzia, limitatamente ai periodi di chiusura del servizio di asilo nido. Il contributo orario, finanziato dalla Provincia per il servizio Tagesmutter, pari ad €. 4,466 /ora viene declinato dal Comune di Calceranica al lago con un sussidio orario, inteso come abbattimento del costo, che va da un minimo di € 3,90 ad un massimo di € 5,40 comprensivo di I.V.A. 5%, per ora a bambino, in corrispondenza di valori decrescenti I.C.E.F. delle famiglie richiedenti. L’amministrazione ha, ad oggi, richiesto un pacchetto di prime 600 ore per l’anno 2016 e 1200 ore per l’anno 2017. Si è convenuto che il sussidio possa essere concesso anche per le ore non fruite e comunque pagate dalla famiglia in caso di malattia, debitamente documentata, fino ad un massimo del 20% del monte ore mese riconosciuto.

 MODALITA’ PER LA FRUIZIONE

La famiglia che intende beneficiare del sostegno deve presentare la relativa domanda ai competenti uffici comunali, indicando il periodo, il numero di ore mensili per le quali richiede il sussidio e l’organismo della cooperazione sociale o di utilità sociale non lucrativo presso il quale intende utilizzare il servizio (Cooperativa sociale “Tagesmutter del Trentino – Il Sorriso”). Alla stessa domanda dovrà essere allegato l’I.C.E.F. del proprio nucleo familiare, nonché tutti gli elementi necessari alla valutazione della sussistenza dei requisiti di accesso al sussidio. La Giunta Comunale provvede con propria deliberazione ad adottare i criteri di ammissione delle domande e determinare il monte ore assegnabile alla singola famiglia (massimo 100 ore mensili) nei limiti della disponibilità complessiva finanziata dalla Provincia Autonoma di Trento.

 

In arrivo la festa delle Associazioni a Calceranica: spettacoli, gastronomia ed intrattenimento a sostegno delle popolazioni colpite dai recenti terremoti

Il secondo weekend di Novembre avrà un significato particolare per il variegato mondo dell’associazionismo a Calceranica: è infatti in arrivo la “Festa delle Associazioni”, una due giorni di eventi coordinati dall’Amministrazione Comunale e gestiti per intero dal volontariato locale. La manifestazione, che vedrà coinvolte tutte le associazioni del paese, inizierà con la serata di Sabato 12 Novembre presso il Teatro Parrocchiale con l’esibizione congiunta della Filodrammatica S. Ermete e della Corale Polifonica, che proporranno i pezzi migliori del loro repertorio teatrale e canoro. Gli spettacoli inizieranno alle ore 20:00 e l’ingresso è ad offerta libera.

La festa proseguirà nell’intera giornata di Domenica 13 Novembre, animandosi fin dalla mattina con l’apertura del parco minerario con la supervisione del Gruppo Culturale Miniera e la Passeggiata Ecologica proposta da G.S. Valsugana; gli eventi avranno inizio alle ore 10, con ritrovo in piazza Municipio, e si prolungheranno fino a mezzogiorno, quando tutti saranno invitati a partecipare al pranzo organizzato dal Gruppo Alpini Calceranica, con il supporto del Gruppo Scout e degli amministratori comunali aderenti al Comitato Calceranica Viva nel Cuore. Lo stesso Comitato coordinerà successivamente un momento ludico per i più piccoli, che viene proposto ad opera degli animatori del Centro Giovani “Rombo”. In contemporanea, il Gruppo Anziani di Calceranica organizza un’intrattenimento con musica e ballo. Per gli appassionati sportivi, il pomeriggio proseguirà con la partita di calcio Calceranica-Telve, valevole per il campionato provinciale di Prima Categoria, che si terrà alle 14.30 presso il vicino campo sportivo. Al termine della partita, la due giorni di festa si concluderà con castagne e vin brulè, preparati ad opera di FC Calceranica, Dragon Boat Calcedonia e Vigili del Fuoco.

Pranzo e castagnata verranno offerti ad un prezzo simbolico, con la possibilità di effettuare un’offerta maggiore ricordando che il 100% del ricavato verrà devoluto in beneficienza e versato alle popolazioni colpite dai recenti terremoti nel centro Italia. La grande valenza sociale della manifestazione, assieme allo spirito di aggregazione della comunità, saranno infatti gli aspetti trainanti di questa due giorni di eventi che paesani e simpatizzanti non possono assolutamente mancare. Vi aspettiamo numerosi!

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