Formazione per Volontari di Archè – Nuoverotte

Segnaliamo con grande interesse il percorso formativo promosso da Archè – Nuoverotte per avvicinarsi alle attività della cooperativa assumendo delle competenze nell’ambito delle diverse disabilità del disagio e di alcune pratiche sportive. Un’opportunità speciale!

Per info e iscrizioni:

http://www.arche-tn.it/home/index.php/attivita/volontariato

“Migrantes” a Tenna

Segnaliamo con piacere lo spettacolo “Migrantes” che andrà in scena presso il Teatro di Tenna, venerdì 18 maggio 2018 alle ore 20:45. Lo spettacolo promosso da Cinformi e Progetto 92, chiude l’esperienza di Laboratorio Teatrale Interculturale, nell’ambito del programma di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.

Let’s do Sports

Riportiamo interessante opportunità segnalata da http://laghivalsugana.blogspot.it/2017/09/progetto-erasmus-giovani-e-sport-una.html

Sorged, associazione di Sorgun (Turchia) propone una settimana dal 13 al 20 ottobre dedicata ai giovani ed allo sport. Parteciperanno ragazzi provenienti da Turchia, Grecia, Italia e Polonia.
L’iniziativa è aperta a 6 ragazzi trentini dai 18 ai 30 anni, vengono rimborsati vitto, alloggio e costi di viaggio.

L’obiettivo del progetto Erasmus+ promosso da Sorged è quello di aiutare i giovani a socializzare attraverso lo sport, che dà alle persone un’identità personale e sociale.  Lo sport rafforza il senso di solidarietà e tolleranza fra i giovani ed ha la caratteristica unificante di garantire lo sviluppo di un senso di responsabilità.

Maggiori informazioni sul progetto su
https://www.facebook.com/SORGED/
http://www.sorged.org/Hbr-126-Haydi-Spor-Yapalim.html
Il presidente di Sorged è Halil Uguz, haliluguz@yahoo.com

“Orientati a 360°” – PGZ Laghi Valsugana

Il progetto “Orientati a 360° – Io con gli altri per imparare ad orientarmi ed orientare ” sta per iniziare…

A CHE PUNTO SIAMO : Per il momento ci sono stati due momenti preliminari con alcuni giovani di Tenna, incontri molto positivi e ricchi di stimoli e di idee. Nulla, però, è ancora deciso sulle direzioni specifiche che il progetto prenderà. Aspettiamo anche il tuo / vostro contributo!

Il soggetto responsabile è la Pro Loco di Tenna (in collaborazione con il Comune di Tenna , con il Comune di Calceranica, l’Ass. TennAttiva, l’oratorio…); il progetto è aperto ai giovani di tutti i Comuni del PGZ Laghi Valsugana.

Ti / vi aspettiamo per parlare di valorizzazione del territorio, idee di futuro, ideazione di percorsi e molto altro. Il prossimo incontro sera , lunedì 5 giugno alle ore 20.00 all’oratorio di Tenna.

Il progetto ha i seguenti obiettivi specifici:

  1. Accompagnare i giovani nella conoscenza delle peculiarità ambientali, storiche, culturali ed etnografiche del proprio territorio
  2. Formare i giovani alla consapevolezza di appartenenza al territorio, con conseguente capacità di orientarsi nello stesso
  3. Far acquisire ai giovani partecipanti le conoscenze di base della fotografia e della cartografia con software specifici
  4. Favorire il contatto con altre realtà associative locali e non.
  5. Accrescere il sentimento di appartenenza al territorio e favorire la cooperazione tra i partecipanti.

Per info e contatti, Alessandro: sandro_tur@yahoo.it

Sportello Handicap

di Cinzia Tartarotti

Segnaliamo la presenza dello Sportello Handicap promosso dalla Cooperativa HandiCrea anche nella nostra zona, presso l’Ospedale Riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana, in via Spolverine n. 84 (ingresso principale – piano terra) con apertura nei 1° e 3° mercoledì del mese, dalle 14:00 alle 17:00. Lo sportello è diretto a fornire informazioni su:

  • offerta di servizi e prestazioni rivolte alle persone in situazioni di handicap;
  • ausili finalizzati all’acquisizione dell’autonomia quotidiana;
  • percorsi e recettività delle strutture alberghiere e del tempo libero;
  • mobilità urbana ed extra urbana;
  • abbattimento delle barriere architettoniche;
  • adeguamento dei mezzi di trasporto, viabilità e percorribilità dell’ambiente esterno.

Per maggiori informazioni http://www.handicrea.it/ – tel. 0461-239396.

Un’estate in miniera: un’opportunità per i giovani

di Cinzia Tartarotti

Come ormai noto la gestione del Parco Minerario è stata affidata per l’anno 2016 ad Albatros S.r.l., da un trentennio realtà leader nella ricerca scientifica, nella pianificazione delle risorse territoriali e nella divulgazione ambientale. Non è certamente nuovo il sodalizio con questo team di professionisti, che negli anni ha curato la parte naturalistica e le guide presso la nostra Miniera, in stretta collaborazione con Con.Solida.

Nella prospettiva di uno sviluppo locale e generazionale del patrimonio minerario, la società apre una selezione per un’esperienza formativo-lavorativa presso la reception nella fascia pomeridiana da luglio ad agosto, nelle giornate da giovedì a domenica. La posizione prevede attività di accoglienza, informazione, servizio di biglietteria e gestione del merchandising. Si richiede precisione, padronanza di una lingua straniera e forte motivazione. L’esperienza è rivolta a giovani del luogo sotto i 35 anni.

Fatevi sentire! Potrebbe essere un’occasione importante!

Per informazioni si prega di contattare Claudio Torboli 335/5607842

Ingresso_Miniera

Calceranica e i suoi cittadini: l’esperienza di Sylvie al campo di accoglienza

di Silvia Martinelli

Esistono molte associazioni si occupano di dare assistenza alle persone che ne hanno bisogno in vari modi, e anche qui a Calceranica abbiamo qualcuno che ci tiene a fare la sua parte. In questo periodo in particolare i nostri occhi sono pieni di immagini di popoli in fuga dalla loro terra,  i nostri cuori sono scossi da emozioni contrastanti nei loro confronti, a metà fra la preoccupazione e l’empatia. Così ho pensato di approfittare di una nostra giovane compaesana, che fa volontariato nel campo di accoglienza di Trento, per sapere in che modo il nostro territorio è attivo sul fronte migranti.

Sylvie è nata qui a Calceranica, studia all’Università di Trento e da sempre ha la volontà di spendersi nel sociale. É molto interessata alla questione migranti, tanto che ha deciso di incentrare la sua tesi su questo tema. Dopo aver frequentato il corso base per volontari della Croce Rossa, ha deciso di dedicare il proprio lavoro di volontariato presso il Campo a Marco di Rovereto, che ora si è spostato all’ex Caserma Damiano Chiesa in via al Desert di Trento. Al Campo di Marco sono rimasti solo alcuni giovani migranti che risiedono nelle casette prefabbricate, ma ho comunque voluto chiederle di questa sua prima esperienza.

Che lavoro svolgi all’interno del centro di accoglienza e quali sono le emergenze da affrontare?

IMG-20150922-WA0006Noi come volontari ci occupiamo delle prime 48 ore di emergenza, quando cioè arrivano i pullman dalla Sicilia: io vengo avvisata dal mio referente della Protezione Civile quando un pullman è in partenza dalla Sicilia. Sappiamo che in circa dieci ore arriva in Trentino e sappiamo alcune informazioni di base su quante persone ci sono, quanti maschi, femmine o bambini. Quando arrivano dobbiamo comunque fare un censimento e cercare di capire se hanno delle esigenze particolari. Per esempio alcuni vengono diretti a Bolzano, ma la divisione è fatta in modo per lo più casuale e quindi molte famiglie si trovano ad essere divise: chi resta a Marco vuole sapere se la sua famiglia sta bene e avvisarli che lo sono anche loro. Dopo il censimento si cerca di capire se hanno problemi di salute e si assegna loro un posto letto nelle tende o nelle casette. Dopo questi primi passaggi si distribuiscono dei vestiti attingendo ad un magazzino gestito dalla Croce Rossa (una t-shirt e un paio di pantaloni, raramente abbiamo scarpe a disposizione). La prima cosa che vogliono fare le persone che arrivano al Campo, ancor prima di mangiare, è cercare di chiamare la propria famiglia, sapere che i loro punti di riferimento ci sono ancora e va tutto bene, vogliono poterli rincuorare e informarli sul loro viaggio. A questo scopo “Cinformi” fornisce dei telefoni con una schedina per poter chiamare: io allora come volontaria cerco di aiutarli componendo il numero e facendo per loro i passaggi iniziali della chiamata. Alle volte è necessario un interprete perchè sono analfabeti o portano con sé un biglietto quasi illeggibile consunto dal viaggio con scritti i numeri da chiamare. Interagire con noi volontari è molto importante per loro, dopo un così lungo viaggio sono felici di vedere delle persone che li aiutano e cercano di dialogare, anche se spesso non parlano la nostra lingua, cercano di farsi capire. All’interno del campo possono comunque fare dei corsi di italiano; in generale le persone che arrivano al campo e che non decidono di andarsene cercano di fare qualcosa, di mantenersi attivi: ce n’è uno per esempio che sembra uno di quei corridori africani che si vedono in tv, corre avanti e indietro da Besenello ogni giorno e ormai lo conoscono tutti. C’è una ditta esterna che fornisce i pasti, ma i migranti aiutano spesso nella distribuzione, cercano di rendersi utili.

Secondo la tua esperienza a diretto contatto con i migranti, cosa si aspettano le persone che arrivano in Italia e che vengono mandate al campo di Marco, che speranze hanno per il futuro?

É difficile dirlo: alcuni vogliono subito andare verso il nord Europa e non gli importa di stare qui, altri invece venerano quasi l’Italia. C’era un ragazzo che durante la distribuzione dei vestiti voleva a tutti i costi una maglietta con la scritta “Italia”. Molti però non vedono possibilità per loro stando al Campo di Marco, vorrebbero andare in qualche grande città come Roma o Milano, dove trovare un lavoro e potersi integrare. Si sentono esclusi a stare nel Campo anche perchè spesso chi ci abita intorno li guarda con sospetto, anche se altri invece si dimostrano molto disponibili: alcuni paesani hanno portato al Campo delle biciclette per permettere ai migranti di spostarsi più comodamente in zona. Chi arriva da noi non vuole restare isolato come un rifiuto della società… vogliono interagire e integrarsi per avere una vita normale. Cinformi e Croce Rossa si occupano generalmente di monitorarli, seguirli nelle visite mediche e trovare loro delle sistemazioni per permettergli di farlo.

Tutte le “chiacchiere” che si fanno sui giornali influenzano il tuo lavoro al campo? Ti senti di partecipare ai dibattiti che vengono trasmessi dai media o cerchi di restarne fuori per fare il tuo lavoro al meglio?

Personalmente leggo, mi informo e dal momento che vado lì voglio sapere come stanno le cose. Devo restare aggiornata per cercare di far cambiare idea alle persone su alcune cose. Se assisto a manifestazioni di razzismo ho sempre la speranza di poter far aprire gli occhi a quelle persone, non penso sia uno spreco di energia, come dice qualcuno, continuare a provare a far vedere come stanno realmente le cose. Fare volontariato al campo mi permette di avere una visione più completa della questione che riguarda i migranti e mi dà una marcia in più per perorare la mia causa. Lì ci sono persone che stanno male veramente, hanno vissuto la morte di chi stava loro accanto e vivono nella costante preoccupazione che possa succedere anche ai loro familiari, se non è già successo… Tutti noi se affrontassimo una sofferenza del genere vorremmo cercare un futuro migliore da qualche altra parte, ma molta gente non lo capisce: “Nessuno mette i suoi figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra”.

Che cosa ti spinge a tornare a fare volontariato al Campo? In che modo ti arricchisce?

IMG-20150922-WA0005-1É una cosa irrazionale, è un desiderio che viene da dentro… è difficile da spiegare a parole. So che ogni volta che vado al Campo mi si riempie il cuore e quando torno a casa sto bene: è il pensiero di aiutare delle persone che sono disperate, che non hanno praticamente niente, guardare i loro occhi mentre mi ringraziano per ogni minima cosa: un ragazzo una volta mi ha dedicato una canzone per ringraziarmi… sono persone come tutti.

La condivisione di questa breve conversazione non vuole sostituirsi all’informazione che viene da fonti più autorevoli di noi, né ha l’ambizione di chiarire le idee in merito a una questione così delicata, ma solo di rendere partecipi di un punto di vista interno ad essa, di cui prima non si era a conoscenza.

Ringraziando Sylvie e augurandole di proseguire al meglio con il suo lavoro di volontariato, rinnoviamo l’invito a tutti gli abitanti di Calceranica di condividere con noi qualche loro particolare esperienza.

 

Incontro sull’Immigrazione

Il 25.06.2015 abbiamo partecipato all’incontro “Immigrazione In Trentino” organizzato dal Cinformi (Centro Informativo per l’Immigrazione) nell’ambito del progetto Conosci-mi (Progetto FEI -Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi e del ministero dell’Interno) presso il Consorzio dei Comuni a Trento, alla presenza dell’Assessora Donata Borgonovo Re. L’appuntamento ha dato modo di informare le Amministrazioni Comunali sulle dinamiche migratorie in atto in Trentino, rispetto alle quali si rileva un rallentamento dei flussi ed una contestuale stabilizzazione della presenza sul territorio, confermata anche dalle richieste di cittadinanza. Il Coordinatore del Cinformi Pierluigi La Spada ha esposto i principali ambiti di competenza della struttura: Informazione, Studio del Fenomeno ed Accoglienza (in particolare dei richiedenti protezione internazionale, minori stranieri non accompagnati e vittime di tratta). L’Assessora Borgonovo Re riportando alcune esperienze trentine di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, invitava le amministrazioni a rendersi disponibili ed attivi in questo senso.

Per chi desidera approfondire : http://www.cinformi.it/